giovedì, 17 maggio 2007

Qualcosa che non c'è

Tutto questo tempo a chiedermi
Cos'è che non mi lascia in pace
Tutti questi anni a chiedermi
Se vado veramente bene
Così
Come sono
Così

Così un giorno
Ho scritto sul quaderno
Io farò sognare il mondo con la musica
Non molto tempo
Dopo quando mi bastava
Fare un salto per
Raggiungere la felicità
E la verità è

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c'è
Invece di guardare il sole sorgere

Questo è sempre stato un modo
Per fermare il tempo
E la velocità
I passi svelti della gente
La disattenzione
Le parole dette
Senza umiltà
Senza cuore così
Solo per far rumore

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c'è
Invece di guardare
Il sole sorgere

E miracolosamente non
Ho smesso di sognare
E miracolosamente
Non riesco a non sperare
E se c'è un segreto
E' fare tutto come
Se vedessi solo il sole

Un segreto è fare tutto
Come se
Fare tutto
Come se
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole

E non
Qualcosa che non c'è

 

Ecco...mi sarebbe piaciuto scriverlo con parole mie, ma in questo periodo non ho neanche il tempo per guardarmi allo specchio quando mi alzo la mattina (il che, a pensarci, potrebbe essere pure un bene), e quindi ho approfittato della "prima volta" e ho riportato quelle di Elisa.

Che se fossi stata brava avrei scritto proprio così.

Pari pari.

(abbraccio a tutti, come state?)

 

Robynia alle 16:59 in:
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martedì, 17 aprile 2007

La prima volta

No, non voglio procedere ad una confessione in pieno stile Melissa P., anche perchè non ci sarebbe il substrato indispensabile per poterlo fare, nel senso che la mia fantasia non è mai stata fervida e che la descrizione di quella che fu la realtà credo non potrebbe interessare a nessuno, avendo ciascuno vissuto la prima volta già da sè e non essendo stata la mia particolarmente eclatante e quindi diversa da quella di quasi tutti gli altri.

In realtà volevo raccontare il mio primo concerto. Ebbene si, alla veneranda età di 34 anni sono stata per la prima volta, ieri sera, ad un concerto (non di musica classica, chè quelli li ho bazzicati da tempo immemore). Chi si esibiva era Elisa, ma per me avrebbe anche potuto essere Pinco Pallino, non ci sarebbe stata molta differenza. Di Elisa infatti conosco poco, giusto qualche canzone di quelle più famose, a naso mi piace ma non potrei dire molto di più, e però ho avuto la fortuna di trovare un'artista brava che mi ha fatto passare due belle e piacevoli ore.

Cioè, due ore per modo di dire. Si, perchè ovviamente le cose che faccio io non possono andare mica lisce chè sarebbe troppo bello. E quindi le due ore si sono ridotte ad una e mezza perchè non solo siamo partiti in ritardo, non solo ci siamo fermati a mangiare perchè io avevo una delle mie famigerate crisi ipoglicemiche che se non mangio svengo e nessuno di quelli che erano con me mi voleva avere sulla coscienza, non solo tutto questo dicevo, ma alla fine, tanto per gradire, abbiamo anche sbagliato strada e abbiamo beccato un serpentone da semaforo che ci ha rallentato di circa mezz'ora. Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che avevo la vescica piena già prima di partire, che per fare in fretta non mi sono fermata a svuotarla, che al concerto faceva caldo ed ho bevuto una mezza minerale intera, che non me la sono sentita di appartarmi nei cespugli del parcheggio, che ho fatto la st......a di rifiutare una fermata all'Autogrill perchè mi ero incaponita che ce la dovevo fare, che sono dovuta rimanere immobile per tutto il viaggio di ritorno perchè il minimo movimento avrebbe avuto effetti devastanti, si capisce come stamattina non avessi ricordi nitidi della serata.

Tranne la sensazione netta che è stata una bella serata. E la voglia di ringraziare chi l'ha resa possibile.

Robynia alle 14:32 in:
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sabato, 14 aprile 2007

Oggi giochiamo un po'

Visto che di mare non se ne parla, dato che il tempo fa schifo, mi consolo così, con questo giochino trovato sul blog di temporalia

Se fossi:

1) un dolce: qualcosa al cioccolato fondente
2) un frutto: l'albicocca
3) una città: ovviamente Napoli
4) un nome: Elena
5) un indumento: una camicia bianca
6) cibo: frutti di mare
7) un animale: un delfino
8) una stanza della casa: lo studio
9) un numero: 10
10) un colore: azzurro
11) uno sport: nuoto
12) una materia scolastica:  il latino
13) un mestiere: passo (ci sto pensando su...)
14) un luogo: una spiaggia
15) un film: I ponti di Madison County
16) una lettera dell'alfabeto: la d
17) un giorno della settimana: mercoledì
18) un mese: ottobre
19) una fiaba: passo anche qui (non amo le fiabe)
20) una canzone: la leva calcistica della classe ' 68
21) una bevanda: chinotto
22) uno strumento musicale: pianoforte
23) un profumo: profumo di pulito
24) un gusto di gelato: amaretto e cioccolato fondente (si lo so, sono due ma l'abbinamento mi piace troppo)
25) un fiore: mughetto
26) un sentimento: la malinconia, forse
27) una parola: trasparente
28) una regione d'Italia: una? E' bella tutta, l'Italia
29) un pregio: l'onestà
30) un difetto: l'ombrosità (mi piaceva la parola...e poi è vero)
31) un'abitazione: la mia
32) un albero: la robinia, ovviamente
33) uno stato: la Nuova Zelanda
34) un soprammobile: il portapenne
35) un pianeta: Marte
36) un elettrodomestico: il frullatore 
37) un mezzo di comunicazione: una lettera
38) un vizio capitale: l'ira
39) un personaggio storico: uno che deve ancora nascere
40) una parte del corpo: gli occhi
41) un'emozione: la trepidazione
42) una stagione: l'autunno
43) una festa: non mi piacciono particolarmente
44) un elemento: l'aria
45) un evento atmosferico: un temporale estivo
46) un'ora del giorno: quando si fa sera
47) un politico: nessuno
48)un attore/un'attrice: Monica Vitti
49) un mezzo di trasporto: la bicicletta
50) una macchina: un'utilitaria
51) un presentatore: Corrado
52) un calciatore: Demetrio Albertini
53) un telefilm: boh?
54) un videogioco: non ne conosco nessuno
55) una parolaccia: vaff...
56) Un cartone animato: Georgie
57) Un gruppo musicale: Pink Floyd

Robynia alle 12:54 in:
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mercoledì, 11 aprile 2007

Come si fa a volare?

Questo avrei voluto chiedere ai gabbiani che un paio d'ore fa volteggiavano sulla mia macchina e sulla mia testa. Ferma, sono rimasta per più di un'ora, nella piazzola a strapiombo sulla marina, a guardare le due spiaggette, il mare pulito come non mai, le case dei pescatori con il bucato steso ad asciugare sui tetti, il cielo blu solcato da qualche nuvola ed attraversato da loro, tanti gabbiani bianchi che volavano bassi fino a sfiorarmi.

Poi è arrivata una coppietta in macchina, si sono sistemati accanto a me ed io per discrezione sono andata via, e a casa mi sono accorta di avere le guance arrossate dal caldo e dal sole, come non mi capitava da tanto tempo.

E insomma, ieri è stato un bel compleanno, tanti tanti auguri, più di quanti me ne sarei aspettata, da tante persone, i primi sono arrivati a mezzanotte e dieci minuti, gli ultimi alle undici e mezza di sera, e nel mezzo c'è stata una telefonata alle sei e mezzo del mattino, tanti messaggi, qualche dimenticanza di quelle che fanno male ma tanto ci sono abituata e alcune importanti conferme. E ora ho sonno, gli occhi a ranocchia di chi avrebbe bisogno di quarantott'ore di riposo e la testa tra le nuvole.

Che poi, a pensarci, forse è meglio, invece di volare, fare un passo dopo l'altro e tirare la testa giù, chè le nuvole sono umide e poi mi viene la cervicale...

E buon compleanno anche al blog, chè due anni in compagnia non sono poco.

E buon anno a tutti!

Robynia alle 15:23 in:
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venerdì, 06 aprile 2007

...un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia...

E capita che è tardi e non riesci a dormire, e senti la vita che ti pulsa dentro, talmente forte che alla fine non ce la fai più a contenerla e viene fuori dentro le tue lacrime, che calde e generose ti solcano le  guance e arrivano fino al mento e giù fino a rigare il collo infilandosi poi nella piega della maglietta.

Ma non sono lacrime di dolore, ma di amore. Amore per la vita, amore per le persone, amore per te, amore che devi dare, devi spiegare devi vivere e devi scrivere. E allora vedi che questo spazio serve, oh si che serve. E mentre in sottofondo suona " La leva calcistica della classe ' 68 " le tue mani tornano a volteggiare veloci sulla tastiera, e nella stanza c'è solo la luce del monitor e i tuoi occhi che bruciano di sonno ma restano aperti perchè finchè non avrai scritto tutto quello che hai da scrivere sai benissimo che a letto non ci andrai.

E pensi a quella sensazione di malinconia che ti ha assalito oggi pomeriggio.In ufficio c'era la festicciola prepasquale, colomba e uovo di cioccolata per tutti quanti, riuniti nella stanza delle riunioni, e l'avvocato che fa un discorso strano sul tempo che passa, la nostra gioventù e la sua maturità, anzi il suo autunno come lo ha definito, e chi sa se ci sarò con voi l'anno prossimo. E poi prendi le tue cose e te ne vai, e mentre cammini per la piccola discesa fino alla macchina vedi le luci rosse in colonna delle macchine che vanno via, ti accorgi che è l'ora che ti piace di più, quando il giorno lascia piano piano il passo alla notte e oggi poi si respira nell'aria già odore di festa. E mentre ti metti in fila anche tu, diretta verso casa, con la tua colomba ed il tuo uovo che ballano sul sediolino accanto a quello del guidatore e le prime stelle della sera che fanno capolino da lassù, senti che la vita in fondo è bella anche e proprio perchè è così.

E vi voglio bene, ve lo dico e non me ne importa niente se vi riconoscete : ti voglio bene Alfredo, e lo sai che  giovedì prossimo diventerai l'avvocato più bravo d'Italia e poi dobbiamo festeggiare il nostro compleanno ; ti voglio bene Nadia, che lo vedo che ti stai sciogliendo piano piano ; ti voglio bene Roberto, che sei la persona più dolce del mondo; ti voglio bene signora Carla che la vita è dura ma ogni tanto si sorride ancora; ti voglio bene Robertina, che crescere è difficile ma tu sei in gamba ; ti voglio bene Sergio, che non fa niente dai ; ti voglio bene Valeria, che tu e il tuo Pasquale sembrate di un altro pianeta tanto siete belli ; e ti voglio bene avvocato, anche se ogni tanto mi chiami Antonella.

E stasera le luci della città dall'altro lato del golfo sono così belle, il mare così calmo che sembra una coperta di velluto nero, l'aria così profumata che sembra una carezza, le stelle così lucenti che sembrano gioielli, o forse sono io che nonostante tutto non voglio perdere la fiducia.

 

 

Robynia alle 01:52 in:
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domenica, 18 marzo 2007

Pausa

E' che a volte la vita va veloce, così veloce che non riesci a starle dietro come vorresti.

E così succede che sei stata in un posto appena il giorno prima, e, quando il giorno dopo ci torni, ti sembra che siano passati mesi. E succede che in una settimana accadono tante di quelle cose che la tua vita ti sembra ogni giorno diversa. E succede che tante, quasi tutte, di quelle cose che accadono non le puoi raccontare qui, perchè sono troppo precise, troppo individuate, troppo a rischio riconoscimento. E così succede che in questo blog non ti ci rispecchi più, apri la pagina e quella raccontata lì ti sembra la vita di un'estranea, perchè troppe sono le cose non scritte, troppe quelle che non si possono scrivere e troppe, forse, anche quelle che, pur volendo, non riusciresti a scrivere...

E per chi ha, da sempre, usato questo spazio per raccontare un po' di sè è strano non poterlo fare, è triste non riuscire ad esprimere ciò che si sente, è spiacevole dover snaturare la funzione di qualcosa che non si vorrebbe cambiasse nel modo più assoluto.

Perciò è meglio fermarsi un po', in attesa di poter tirare un respiro di quelli lunghi, sedersi a riflettere e potersi raccontare come piace a me, come io ho bisogno di fare...

Un abbraccio a tutti tutti tutti, e sappiate che io ci sono e vi leggo sempre con affetto immutato (sembra una clausola di stile, ma è la verità) nonostante il silenzio di questi giorni.

A presto.

Simona

 

Robynia alle 16:32 in:
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venerdì, 02 marzo 2007

Odio l'estate

E in questo caso l'estate rappresenta tutto ciò che è precario e provvisorio.

E' un problema serio, lo so, perchè oggi come oggi niente è più precario e provvisorio del tutto in cui ci troviamo a vivere. Eppure faccio fatica ad adattarmici, la mia natura sempre in cerca di punti fermi e di certezze non ce la fa a trovare la sua dimensione nel precariato elevato a regola di vita. Sono bambina, lo so, eppure cocciutamente insisto nel credere che da qualche parte debba esserci qualcosa che duri, qualcosa di solido, un minuscolo granello di sabbia da rivestire con lacrime e sudore, come fa l'ostrica, fino a farlo diventare una splendida perla.

Non ho un carattere facile, sono, o meglio sono diventata, spiccia e sbrigativa perchè vorrei andare subito all'essenziale, al nocciolo delle questioni e dei problemi, sfrondandoli di tutte le leziosaggini e le sovrastruttre che spesso appesantiscono e offuscano, e però chi approfondisce la conoscenza unanimemente mi riconosce  una notevole dose di dolcezza. Forse è solo che la vita ti cambia, forse è che non sai mai quale è il modo giusto di porsi di fronte alle cose che ti capitano, forse un modo giusto neanche c'è ma sei solo tu che lo cerchi perchè hai bisogno che ci sia, perchè fai fatica ad accettare che quasi tutto succede per caso e un filo logico conduttore non esiste.

Come questo post, per esempio. Volevo scrivere qualcosa, ma non so se ci sono riuscita e se ci sono riuscita forse è un caso, o forse chi legge capirà qualcosa di diverso da quello che io avevo voluto dire, e così ci saranno già tre verità : quello che volevo scrivere, quello che ho scritto e quello che il primo lettore ha capito o crede di aver capito. E poi il secondo, il terzo e così via (ammesso che di lettori ce ne siano più  di tre). Ora, se fossi una fervente cattolica papista di quelle sfegatate potrei anche dire che è ora di finirla con questo relativismo esistenziale, che è meglio una dottrina monolitica che non ti fa pensare non ti fa sgarrare non ti fa quasi respirare ma ti dà tanta certezza e di conseguenza tanta sicurezza.Ma, purtroppo per me, il catechismo non ha sortito gli effetti sperati e mi ritrovo qui a chiedermi il perchè di tante, troppe cose.

Nescio, sed fieri sentio et excrucior...

Robynia alle 16:30 in:
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lunedì, 26 febbraio 2007

I miei primi 500 euro

Che dire?


C'è chi scrive un libro per celebrare i suoi primi quarant'anni, io invece nel mio piccolo scrivo un post per celebrare i primi 500 euro guadagnati con la mia attività libero - professionale (che parolona, fa quasi ridere, anzi senza quasi!).

Il fatto è presto detto: c'era una causa contro la Telecom, la quale aveva illegittimamente sospeso un'utenza. La mia, tra parentesi. E la stessa Telecom si è poi data la zappa sui piedi in quanto prima ha suggerito, per poter riottenere la linea, di attivare un nuovo contratto al costo di "soli" 120 euro e poi, dopo il suggerimento - capestro, ha riconosciuto da sè di aver sbagliato, emettendo nota di credito appunto per l'importo di 120 euro, dopo aver ripristinato l'utenza illegittimamente sospesa.
Una cosa facile facile, quindi, posto che la stessa convenuta ha riconosciuto il torto.Quello che non mi aspettavo era che, avendo chiesto 300 euro a titolo di risarcimento danni, il giudice  ne accordasse ben 500,oltre a 1000 euro di spese legali. I 1000 vanno al dominus, i 500 a me, se e quando arriveranno.

Ma comunque, in qualunque momento arriveranno i denari e a qualunque somma ammonteranno, saranno sicuramente graditi, perchè "miei", più di qualunque altra somma io abbia mai guadagnato. Mi sa che farò come zio Paperone col suo primo cent, li metterò sotto una teca di vetro e me li rimirerò ogni tre per due.


Si,se non avessi già deciso e pianificato fin nei minimi particolari come spenderli.
E sul come si accettano scommesse...fatevi avanti!

Robynia alle 20:46 in:
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mercoledì, 21 febbraio 2007

Cose buone dal mondo

Cioè, non ci avevo mai fatto caso perchè non sono una maniaca di Shinystat, a dire il vero non so neanche perchè ce l'ho. Credo di avercelo perchè ce l'avevano tutti e così, vittima del più banale conformismo virtuale, me lo sono fatto anch'io. Ma a guardare non ci vado mai, o quasi, anche perchè l'iconcina sta laggiù in fondo alla pagina, tutta sola e bianchiccia che quasi si confonde con lo sfondo ed io non ci faccio tanto caso.

Oggi, invece, sono a casa malaticcia (chè malata sarebbe dire troppo, ho solo un gran raffreddore e una bella faringo - laringite con conseguente calo della voce, a detta di molti un dono del Signore il fatto che io non possa parlare) e quindi sono andata, tra un ciondolamento qua e là, anche a guardare da dove arrivano quelli che arrivano da queste parti. E somma è stata la mia sorpresa quando ho scoperto un elenco di paesi da cui arrivano visitatori lungo quanto un lenzuolo.

Per accontentare la vostra curiosità, vi comunico che il qui presente blog ha ricevuto visite da (in rigoroso ordine per numero di visite decrescente) : Stati Uniti d'America, Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Belgio, Austria, Polonia (e qui tremo un po' nel timore che qualcuno possa aver riconosciuto qualcun altro), Paesi Bassi, Brasile, Regno Unito, Arabia Saudita (il miliardiario...prima o poi arriva, lo so!), Ungheria, Slovacchia, Croazia, Svezia, Altri (non precisati), Serbia e Montenegro, Venezuela, Turchia, Romania, Canada, Argentina, Portogallo, Perù, Messico, Cile, Federazione Russa, Bulgaria, Vietnam, Finlandia, Norvegia, Lussemburgo, Kuwait, Repubblica di Korea, Israele, Irlanda, Repubblica Ceca, Algeria, Emirati Arabi Uniti , Ucraina, Thailandia, Bahrain, Albania, Marocco, Lettonia, Lituania, Iraq, Grecia e Georgia.

Nel chiedermi quanti paesi mancano all'elenco, così per mera curiosità statistica, non posso fare a meno di interrogarmi su  come saranno mai finiti dalle mie parti questi naviganti dell'etere. E comunque, chi di voi sente l'emiro può dirgli per favore da parte mia che potrebbe, anzi dovrebbe, anche smetterla di fare il timido leggendomi in silenzio e palesarsi, chè io son qui che lo aspetto e mi sto anche stancando di giocare a nascondino?

Grazie, a buon rendere eh!

Robynia alle 16:58 in:
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domenica, 18 febbraio 2007

Volevo essere come Montalbano...

Il neolaureato, si sa, si contraddistingue, tra le altre cose, per una ricerca spasmodica di lavoro tale da portarlo a seppellirsi di giornali contenti inserzioni dei tipi più vari e da aggiungere subito il sito della Gazzetta Ufficiale ai preferiti.In questo non faccio assolutamente eccezione alla regola. Un lavoro ce l'avrei pure, ma insomma è un "non lavoro" da tutti i punti di vista, posto che formalmente è un tirocinio. E così, da quattro mesetti a questa parte, quasi quotidianamente sfoglio la Gazzetta Ufficiale, serie speciale dedicata ai concorsi, alla ricerca di qualcosa che potrebbe fare al caso mio.

Tale periodo di frequentazione internettara della Gazzetta suddetta mi ha portato a fare alcune riflessioni. In primo luogo, mi sono pentita di non aver fatto il medico, visto che i bandi di gara più numerosi sono proprio per i laureati in medicina...che poi si dice che ci sono troppi medici, e quindi deve esserci assolutamente qualcosa che mi sfugge e sarei grata a chiunque, passando per caso di qui, me lo spiegasse.Poi, ho capito (dopo un po') che i bandi di concorso sono formulati in maniera subdola ed ingannevole. A prima vista sembri aver trovato quello che fa per te e il cuore ti si allarga in un palpito di felicità (che poi vorrei capire come si può essere felici per avere la possibilità di partecipare ad un concorso, probabilmente truccato, che tra bando e prove quasi sicuramente ti farà sprecare tempo prezioso della tua vita...ma tant'è, la felicità in questo caso credo che sia lo specchio della disperazione), poi, quando lo vai a leggere per esteso, ti accorgi che i requisiti richiesti sono tali da escluderti dalla possibilità di proporre domanda nel 99,9% dei casi, essendo il bando stesso molto probabilmente, per non dire sicuramente, ritagliato sulle esigenze particolari di qualcuno che, guarda caso, risulterà vincitore. E così una volta ti frega l'età minima per presentare domanda, un'altra volta la residenza, un'altra ancora l'esperienza minima di cinque anni nello stesso ruolo che bisogna aver ricoperto presso istituzioni appartenenti al medesimo settore della Pubblica Amministrazione, e così via.

Ma io sono tenace, non mi arrendo mica, e continuo imperterrita ad aspettare l'occasione che fa per me. E così, tra un assegno di ricerca per studiare le varianti di un particolare virus che colpisce i peperoni e un posto di vigile urbano necroforo e messo comunale, l'altro giorno finalmente mi capita sotto gli occhi qualcosa che non dico che aspettavo perchè non ci pensavo quasi più, ma che in altri tempi avevo pensato tanto di poter fare: "Concorso pubblico, per esami, per il conferimento di quaranta posti di commissario del ruolo dei commissari della Polizia di Stato". E' stato un attimo, e mi sono vista subito Montalbano in gonnella, ovvero tenace e brava e decisa e capace di maneggiare una pistola senza perdere la femminilità e restando bella come Isabella Ferrari e Claudia Pandolfi in "Distretto di polizia". Magicamente attirata, ho aperto il bando e avidamente ho cominciato a leggerlo... e e alla fine della lettura sono caduta in un vortice di demoralizzazione senza uguali.

Ho scoperto che sono un vecchio catorcio inservibile e che non potrò mai emulare la Pandolfi, ecco.

In primis, il bando richiede un'età massima di 32 anni, ed è pure specificato che non si applicano le disposizioni di legge relative all'aumento o all'abrogazione dei limiti di età per l'ammissione ai pubblici impieghi. Solo che poi, tre righe più sotto si chiarisce che il limite di età non vige per chi sia già in Polizia ed è elevato a 40 anni per chi sia già dipendente dell'Amministrazione civile dell'Interno.Ma questo è il minimo. Andando avanti, ho scoperto che sono richiesti i seguenti requisiti : sana e robusta costituzione fisica (sul sana potremmo anche esserci, ma sul robusta...) ; statura non inferiore a m 1,61 per le donne (e ci siamo) ma con la specificazione che il rapporto altezza - peso, il tono e l'efficienza delle masse muscolari, la distribuzione del pannicolo adiposo e il trofismo devono rispecchiare un'armonia atta a configurare la robusta costituzione e la necessaria agilità indispensabile per l'espletamento dei servizi di polizia (confesso che non ho capito neanche cosa significa ma non penso di possedere il requisito in questione); senso cromatico e luminoso normale, campo visivo normale, visione notturna sufficiente, visione binoculare e stereoscopica sufficiente (potremmo anche esserci) ; visus corretto non inferiore a 10/10 per ciascun occhio, con una correzione massima complessiva di tre diottrie per i seguenti vizi di rifrazione : miopia, ipermetropia, astigmatismo semplice e di tre diottrie quale somma complessiva dei singoli vizi di rifrazione per l'astigmatismo composto e l'astigmatismo misto (non saprei...) ; indoneità all'attività sportiva agonistica per l'atletica leggera e il superamento delle prove di efficienza fisica (un disastro...). Ecco, le prove di efficienza fisica...un km da percorrere in massimo 4 minuti e 45 secondi, salto in alto di 90 cm e massimo tre tentativi, due sollevamenti alla sbarra e dieci flessioni continuative sulle braccia in massimo due minuti. Il tutto per le donne, gli uomini devono fare più in fretta il km, saltare più in alto e fare più flessioni e sollevamenti.

Ora, mi sembra anche giusto che un poliziotto debba avere una certa prestanza fisica, ma non direi che in giro si vedano solo Rambo e Wonder Women che dir si voglia. E siccome l'Italia è un paese di anziani come me, elevo regolare protesta affinchè noi vecchi facciamo sentire la nostra voce a favore dell'abolizione di qualunque limite di età : ci sono oggi ventenni molli come gelatine e sessantenni che hanno prestazioni superiori a quelle richieste da bando e non mi sembra giusta questa discriminazione.

E comunque Distretto di Polizia non lo guardo più, ecco!

Robynia alle 11:56 in:
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